
Gennaio – Perché la fede in Cristo ci spinga tutti a rimanere uniti e ad alleviare l’impatto della pandemia specialmente tra i più poveri. Preghiamo.

Gennaio – Perché la fede in Cristo ci spinga tutti a rimanere uniti e ad alleviare l’impatto della pandemia specialmente tra i più poveri. Preghiamo.
Vi auguriamo un Santo Natale
e un Anno Nuovo 2021 pieno di grande passione missionaria
“Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo. Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”
(Lc 2,10-11)

Cari confratelli
Il Natale si avvicina e noi ci stiamo preparando ad accogliere Dio che viene. L’annuncio degli angeli risuona nei cieli e sulla terra. È un annuncio chiaro, inconfondibile e portatore di gioia e speranza: Oggi è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo ed è Signore. Questo annuncio è per il nostro Oggi ed è per tutto il popolo d’Israele e per tutti i popoli della terra.
Tuttavia, tutta l’umanità sta vivendo una situazione critica e difficile che colpisce tutti senza distinzione. Tutti sentiamo il peso e la sofferenza di questa pandemia che ha messo a nudo la nostra debolezza e i nostri limiti, ha rivelato le nostre paure, ha cambiato i nostri comportamenti. Tra le vittime, ci sono anche un bel gruppo di nostri confratelli che hanno sperimentato la sofferenza e perfino la morte. Siamo davvero tutti sulla stessa barca e ancora in alto mare! Nonostante il dolore e lo smarrimento, non sono mancati tanti gesti concreti di carità e solidarietà per essere vicini alla gente. In questa realtà buia e al contempo piena di luce, siamo stati sfidati a leggere i segni dei tempi e dei luoghi con gli occhi della fede e a scoprire in tutto la presenza di Dio.
È in questo contesto di sofferenza e smarrimento che siamo chiamati a vivere con fede il Natale di questo anno 2020. Invece di dire come tanti che non ci sarà il Natale, noi sentiamo il bisogno profondo di celebrarlo e di essere svegli per ricevere Dio nel nostro mondo e vivere questo evento in spirito di umiltà e di preghiera contemplativa. Lui viene ogni giorno e in ogni circostanza, viene senza stancarsi, come Luce che rifulge nelle nostre tenebre per abilitarci a vedere la realtà con uno sguardo positivo e nuovo. Si fa presente nella debolezza della nostra carne per assicurarci che è in essa che si rivela la sua potenza salvatrice. Lui si avvicina all’umanità ferita per guarirla e alimentare in tutti il desiderio della fratellanza. Appare come l’alba di un nuovo giorno che sconfigge la paura e apre alla Speranza. Fissando il nostro sguardo sul Bambino-Dio di Betlemme ci accorgiamo che tutto quanto è umano è toccato dalla sua Presenza, molte volte nascosta nelle pieghe della storia. Lui è veramente l’Emmanuele. Lasciandoci coinvolgere dal mistero dell’incarnazione saremo pieni di stupore e gratitudine.
Nella sua visita a Betlemme, Comboni si commuove nel contemplare il luogo dove Gesù è nato: Vi entrai, e quantunque la nascita sia più gioconda della morte, nulladimeno restai più commosso che sul Calvario, nel pensare alla degnazione di un Dio che si esinanì fino a nascere in quella stalla (S 111). Anche noi, lasciamoci commuovere dalla sua presenza nel nostro quotidiano e in mezzo ai popoli tra i quali viviamo. La nascita del Bambino-Dio, ci spinge a scoprirlo nelle persone, soprattutto i più poveri e scartati, e a percorrere le strade della Vita assieme a loro. Siamo invitati a rompere il guscio dell’indifferenza e dell’individualismo, a costruire una fraternità aperta dove ognuno è riconosciuto, amato e apprezzato al di là del luogo del mondo dove è nato o dove abita (cfr. Fratelli tutti 1). La contemplazione della Parola fatta carne ci porta alla conversione, a scegliere stili di vita semplici e a centrarci sull’Essenziale.
La situazione difficile in cui ci troviamo è un appello ad essere attenti ai segni di Dio nella storia per trovare i cammini nuovi della missione. La contemplazione dell’Incarnazione di Dio ci fa trasalire di gratitudine e di stupore e ci apre alla solidarietà e all’impegno appassionato a favore dei fratelli e sorelle più poveri e abbandonati sui passi di san Daniele Comboni.
Vogliamo vivere questo Natale assieme a tutta l’umanità, lasciandoci trasportare dall’amore che emana dalla grotta di Betlemme e ci fa diventare segni di gioia e di speranza. La Vergine Maria, che ha vissuto in modo particolare l’attesa del Salvatore e l’ha accompagnato dalla nascita alla croce, ci guidi nel nostro cammino tante volte faticoso e ci trasformi in testimoni credibili della Salvezza portata da Gesù.
Vi auguriamo un Santo Natale e un Anno Nuovo 2021 pieno di grande passione missionaria verso il XIX Capitolo Generale.
Il Consiglio Generale MCCJ

Perché la celebrazione della nascita del Figlio di Dio, che ha pienamente assunto la condizione umana, aumenti nella società la comprensione, il rispetto e l’inclusione della diversità. Preghiamo.