Lo scorso 25 settembre 2026, presso la Scuola Familiare Rurale (CFR) di Piquiá, ad Açailândia, nel Maranhão, si è tenuta, coordinata dai Laici Missionari Comboniani, la serata di filosofia contadina dal titolo: LA TERRA CHE CI OSPITA.
All’evento hanno partecipato tutti gli studenti, i familiari, i gruppi degli insediamenti della regione e gli invitati.
Si è svolta un’ampia riflessione sul tema con interventi, poesie e splendide esibizioni da parte degli studenti e dei gruppi presenti all’evento.
Sono stati inoltre consegnati gli attestati alla classe dei diplomati che hanno concluso gli studi nel 2025 e che oggi sono già inseriti nel mondo del lavoro.
A conclusione della serata si è tenuto un grande momento di convivialità tra la coordinazione, gli studenti, i familiari e tutti i presenti in questa importante occasione di riflessione sulla Madre TERRA.
Comunità LMC di Piquiá composta da 2 coppie: Xoancar e Dida. Tito e Regimar.
Con gioia vi annunciamo che abbiamo appena festeggiato i nostri primi sei mesi in Brasile; è stata una sfida reinserirci e riadattarci. Grazie a Dio abbiamo avviato diverse attività e progetti, poiché una mano tesa è sempre benvenuta.
Stiamo lavorando a livello pastorale con due comunità, cercando di animarle affinché crescano poco a poco e sempre più persone si impegnino in questo lavoro. Stiamo inoltre dando sostegno alla pastorale carceraria, ai ministri della Parola e alla catechesi del catecumenato, tra le altre cose.
Abbiamo svolto diverse attività con le coppie sposate nell’ambito della pastorale familiare, catechizzando i fidanzati in procinto di sposarsi e partecipando a una giornata di evangelizzazione e sensibilizzazione sul tema BETS (scommesse); questa sensibilizzazione ha portato alla luce molti casi di abuso legato alle scommesse nella zona e solleva la domanda: cosa dobbiamo fare come cristiani per prevenire questo fenomeno nella nostra società?
Ci siamo inoltre impegnati nella ricerca e nella realizzazione di progetti che possano contribuire allo sviluppo di bambini, giovani e adulti della regione; con gioia abbiamo avviato diversi corsi di lingue presso la Casa Comboniana – corsi di inglese, spagnolo e francese – e anche presso l’associazione di Ype Amarelo. Ci rincuora vedere che ci sono giovani e adulti interessati ad acquisire nuove conoscenze e strumenti che possano aiutarli a ottenere migliori opportunità di lavoro e, allo stesso tempo, a realizzare i propri sogni.
Proseguiamo con il gruppo di formazione e terapia per le donne, incentrato sull’evangelizzazione, su temi di auto-aiuto e sulle attività manuali. Speriamo di poter avviare i corsi di disegno, pittura e gli incontri mensili volti a informare e sensibilizzare sull’uso di droghe e sulla violenza contro le donne.
Le periferie raccontano sempre di un’emarginazione che cambia obiettivo nel tempo, di un oblio che si estende alle nuove generazioni, oggi soprattutto nell’ambito dell’istruzione e dell’unità familiare.
Chiediamo le vostre preghiere affinché possiamo compiere la volontà di Dio, aiutando chi ha bisogno di conforto in mezzo a tanta tristezza e incertezza.
Che San Daniele Comboni continui a intercedere per l’opera missionaria che tutti noi LMC svolgiamo come una grande comunità e che tutto sia per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
Nella settimana dal 23 al 30 agosto, mese vocazionale, abbiamo vissuto qui nella missione comboniana di Piquiá, ad Açailândia, nello Stato del Maranhão, nel nord-est del Brasile, momenti di grande spiritualità comboniana.
Sono stati giorni caratterizzati da una forte partecipazione della popolazione di questa regione, dove i Comboniani – sacerdoti, fratelli e laici – operano da 35 anni.
Ci sono state messe, incontri, visite, momenti di condivisione e di convivialità. E domenica scorsa, 30 agosto, si è celebrata la Messa di Ringraziamento per tutto questo cammino missionario e per i 25 anni di ordinazione sacerdotale di p. Joseph Mumus Mumbere, attualmente parroco della parrocchia di Santa Luzia, a Piquiá.
La Messa è stata celebrata da mons. Vilsom Basso, vescovo di Imperatriz, e concelebrata da quattro sacerdoti comboniani che hanno prestato servizio a Piquiá nel corso di questi 35 anni di storia, oltre che con la partecipazione dei laici missionari comboniani presenti sul posto.
Cari amici laici Missionari Comboniani e tutto il popolo di Dio.
La missione continua! Da tre mesi sono in missione a Piquiá, Açailândia, nello Stato del Maranhão, dove lavoro presso la Casa Familiare Rurale (CFR), che accoglie studenti del primo, secondo e terzo anno delle scuole superiori, per lo più figli di agricoltori che, oltre alla teoria, imparano nella pratica i lavori agricoli, la coltivazione di ortaggi, la frutticoltura, la piscicoltura, l’allevamento e l’apicoltura.
Ritengo che sia un lavoro molto importante e necessario affinché i nostri giovani continuino a vivere della terra e a trarne il sostentamento per le loro famiglie.
Nei fine settimana sto seguendo il percorso della Parrocchia di Santa Luzia, a Piquiá, per iniziare presto a inserirmi nelle attività pastorali.
Conto sempre sulle preghiere di ciascuno di voi per avere la forza di continuare in questo cammino.
È con gioia che vogliamo condividere un breve resoconto di come si sono svolti la nostra partenza dal Guatemala e il nostro arrivo in Brasile.
Abbiamo iniziato l’anno scorso, con la conferma della nostra partenza e con essa sono arrivati i documenti dal Brasile per richiedere il visto e sono iniziate le situazioni complicate: si sono rotti i veicoli e molti elettrodomestici, il lavoro si è accumulato e i nostri genitori si sono ammalati. In mezzo a una marea alta siamo arrivati a gennaio e, senza avere la certezza della data di partenza, abbiamo comprato i biglietti e abbiamo dovuto cambiarli per un mese dopo perché il visto non era ancora pronto; nell’attesa il visto è arrivato e il giorno dopo siamo partiti per il Brasile.
Che conforto sapere che c’è una comunità che ti aspetta; le preghiere della nostra comunità e di coloro che ci accolgono ci aiutano a sostenerci; senza dubbio la prima impressione è uno shock, nonostante si conosca la cultura, la lingua e le usanze, ti colpisce sempre in pieno e uscire dalla tua zona di comfort ti smuove le viscere. Si ricordano le cose belle, i momenti gloriosi, le gioie, ma in quel momento ti ricordi quanto è difficile, quanto manca, ciò che lasci e torni a Dio perché solo Lui può sostenerti.
Siamo arrivate per lavorare… scendendo dall’aereo e con un tema da condividere in un incontro parrocchiale di donne. Abbiamo trovato il tetto rotto da riparare, perché piove più dentro che fuori, umidità e altre cose, e grazie a Dio Cristina aveva già pulito la casa che era rimasta vuota da 7 mesi. L’auto si è rotta tre volte e abbiamo appena iniziato!
Con grande impegno e gioia abbiamo pulito e sistemato le due case per accogliere i laici che stanno facendo il loro percorso di discernimento per diventare LMC del Brasile durante la Settimana Santa e, in mezzo alle tribolazioni, siamo riusciti a far iniziare i nostri figli a studiare.
Oggi, dopo esserci stabilizzati, aver preso una routine e aver iniziato a lavorare nelle attività parrocchiali, siamo più sereni e con un obiettivo più chiaro.
Abbiamo ripreso, in pochi, le attività nella Casa Comboniana, sede che si occupa della parte sociale e dello sviluppo umano della regione. Abbiamo iniziato con il gruppo di artigianato femminile e stiamo integrando altre attività formative e di aiuto comunitario alla casa, poiché è rimasta chiusa per un lungo periodo.
Stiamo accompagnando due comunità, che sono un po’ deboli e con poche persone con cui lavorare; abbiamo iniziato ad accompagnare l’associazione di quartiere e stiamo aspettando che si risolvano i problemi che ha per iniziare con le lezioni di spagnolo e inglese; d’altra parte abbiamo già iniziato la catechesi prematrimoniale, gli incontri con la pastorale familiare e l’accompagnamento del gruppo di spiritualità comboniana.
Stiamo riscoprendo il luogo, incontrando nuovamente le persone; ci dà gioia e forza quando ci salutano con effusione e, soprattutto, ci offre una grande sfida: fare bene per la gloria di Dio. È venuto a trovarci il provinciale, il che senza dubbio ci ha dato ulteriore coraggio per andare avanti e organizzare insieme i lavori da realizzare come famiglia comboniana.
Celebriamo questi tre mesi con il Corpus Domini e la festa parrocchiale dei Centinelas, momento di convivenza, condivisione e animazione della comunità.
Sono tante emozioni, tristezze, desideri e ritrovi; ogni missionario ha bisogno di un tempo per calmare lo spirito, per addentrarsi nel terreno, per mettere a posto la testa e il cuore. Ci piace lavorare e stare con la gente, accompagnarla ed evangelizzarla, ma soprattutto essere testimoni dell’amore di Dio.
Che San Daniele Comboni continui a intercedere per ciascuno di noi, per tutti i suoi missionari, e che la prossima celebrazione, la festa del Sacro Cuore di Gesù, sia fonte di unità per tutta la famiglia comboniana, che lotta contro le sfide quotidiane, la precarietà e tante altre problematiche che lo stesso Comboni ha sofferto.
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