Laici Missionari Comboniani

Missionari Comboniani

MCCJ

I Missionari Comboniani sono un istituto missionario cattolico presente oggi in oltre 40 Paesi, in tutti i continenti. La loro missione è annunciare il Vangelo di Gesù Cristo, in modo particolare ai popoli e ai gruppi umani che ancora non lo conoscono.

Tutti i missionari si consacrano a Dio per questa missione: sono circa 1.500 in totale. La maggioranza sono sacerdoti, ma un numero significativo è costituito da fratelli, che partecipano pienamente alla stessa missione attraverso le più diverse competenze professionali. Insieme, si sforzano di essere attenti alle esigenze concrete delle popolazioni a cui sono inviati, soprattutto nell’ambito della promozione umana, dell’educazione, della sanità, delle comunicazioni e dello sviluppo integrale.

Provenienti dall’Europa, dall’Africa, dall’America e dall’Asia, i Missionari Comboniani operano prioritariamente in contesti segnati dalla povertà, dall’emarginazione, dall’ingiustizia e da nuove e antiche forme di schiavitù. In questi ambienti si impegnano a formare comunità cristiane vive, capaci di essere fermento di promozione umana e di trasformazione sociale. Il loro servizio è animato dalla speranza di contribuire alla costruzione di un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la Madre Terra, nella pace tra i popoli, riconoscendosi nella comune dignità di figli e figlie di Dio.

Fondati da san Daniele Comboni a metà del XIX secolo, con il sogno di portare il Vangelo e uno sviluppo integrale ai popoli dell’Africa, i Missionari Comboniani operano oggi in tutti i continenti. Essi sono presenti sia là dove è necessario avviare nuove comunità cristiane, sia dove occorre accompagnare e sostenere Chiese locali giovani, ancora in fase di crescita e consolidamento.

Nel contesto del forte aumento dei flussi migratori del nostro tempo, i Missionari Comboniani svolgono oggi una parte significativa della loro missione anche nell’emisfero nord, in particolare nelle periferie umane e sociali delle grandi città. In questi ambienti condividono la fede cristiana come fermento di fraternità, di dialogo interculturale e di amicizia sociale tra persone di popoli, culture e religioni diverse.

Il motto che ha guidato san Daniele Comboni, «Salvare l’Africa con l’Africa», continua a ispirare profondamente i Missionari e le Missionarie Comboniane. Esso si traduce nell’impegno a responsabilizzare ed emancipare le persone e le comunità locali, affinché siano protagoniste della propria crescita cristiana, sociale e umana. Questo stile missionario si esprime in modo particolare nella formazione di leadership locali, sia nelle comunità ecclesiali sia nei progetti di sviluppo e di giustizia sociale.

Nel cuore di ogni missionario comboniano continua ad “ardere la fiamma” che san Daniele vide uscire dal cuore aperto di Cristo sulla croce, in uno speciale momento contemplativo, nella basilica di San Pietro, a Roma, il 15 settembre 1864: è l’amore ricevuto dal Cuore di Cristo, Buon Pastore, che ancora oggi spinge i missionari ad andare incontro ai più poveri e abbandonati. Ovunque siano inviati, questa fiamma d’amore li anima a entrare in un dialogo rispettoso con tutti, per condividere la fede e promuovere cammini di fraternità che riaccendano la speranza in un mondo riconciliato e in pace.

Il carisma missionario donato da Dio a san Daniele Comboni è oggi condiviso da diverse realtà che, nel loro insieme, costituiscono la Famiglia Comboniana. Per questo, ogni volta che è possibile, i Missionari Comboniani collaborano strettamente con le Suore Missionarie Comboniane, le Missionarie Secolari e i Laici Missionari Comboniani. Ciascun gruppo vive e incarna, secondo la propria vocazione specifica, lo stesso spirito missionario che animava il Fondatore.

Il carisma di san Daniele Comboni è un dono per tutta la Chiesa ed è aperto a molteplici forme di partecipazione. Parte della missione delle comunità comboniane è anche condividere questo spirito con le Chiese di antica fondazione, affinché possano rinnovare il loro slancio missionario e collaborare attivamente nell’annuncio del Vangelo e in gesti concreti di solidarietà, giustizia e pace, segni visibili dell’amore di Dio per tutta l’umanità, senza alcuna distinzione.

La Famiglia Comboniana

La Famiglia Comboniana è una comunità di persone che nasce attorno alla figura di un missionario, san Daniele Comboni. Un uomo nato quasi due secoli fa, il 15 marzo 1831, in un paesino rurale che si affaccia sul lago di Garda, Limone.

È da Limone sul Garda che parte Daniele, per studiare a Verona, nell’Istituto di Don Mazza, e per comprendere, con una lungimiranza ancora non sopita, come un continente lontano, come l’Africa, avesse la necessità di compiere un cammino che partisse da sé, dalla sua gente, da tempo e ancora oggi, depredata dalle sue ricchezze naturali e umane.

Daniele, allora, invocava una missione e una Chiesa capaci di unire le forze per salvarsi, con la salvezza dell’Africa, delle sue genti e quindi di sé stessa. Lo stesso anelito che muove la Famiglia Comboniana oggi.

In quel Piano per la rigenerazione dell’Africa, che Comboni, per una intuizione carismatica, inizia a sognare ai piedi della tomba di san Pietro, il 15 settembre 1864, si disegna un mondo diverso, che si declina in un motto: “Salvare l’Africa con l’Africa”. Un motto che sogna di rendere le persone protagoniste del loro presente e futuro, a partire dalle realtà quotidiane in cui vivono, dalle schiavitù antiche e moderne che gli vengono imposte da una ricchezza occidentale sempre più avida e matrigna.

Comboni sa che il primo strumento per la salvezza è la conoscenza e si adopera innanzitutto per la formazione, di insegnanti e artigiani come di catechisti, suore e sacerdoti, in modo che ciascuna persona, all’interno della propria comunità, trovi la sua modalità di vivere il Vangelo, la prossimità e la condivisione.

Nasce così l’embrione di un movimento missionario che mette insieme presenze religiose e laiche, maschili e femminili, autoctone e no, capace di condividere bisogni e interessi, nella complementarietà di un obiettivo che parte dalla consapevolezza che ciascuna persona si salva se sono tutte a salvarsi, che ciascuna persona può essere quel che è se anche le altre hanno la stessa possibilità.

Un disegno di umanità che non si confina al continente africano, ma che espande la sua traccia all’Europa tutta, che deve conoscere quella terra allora lontana e contribuire alla salvezza. Comprendendo l’importanza non solo di una formazione, ma anche di una informazione, Comboni pensa a una rivista: “Gli Annali del Buon Pastore”.

È un’epoca lontana, quella di Daniele, un’epoca di tratta degli schiavi, di grandi discriminazioni basate sul colore e sulle differenze religiose. Per questo, Comboni comprendeva la necessità di unire i mondi dei saperi di allora, il mondo civile, culturale e politico, tesi verso una causa comune. Il suo sogno superava il tempo, il suo sogno rimane attuale, non solo perché si è avverata la frase da lui detta, “Io muoio, ma la mia opera non morirà”, ma perché ancora oggi viviamo un tempo di schiavitù e di pensieri di supremazia.

L’opera di Daniele vide nascere gli Istituti religiosi delle Suore e dei Missionari Comboniani e in tempi più recenti le Missionarie Secolari Comboniane e le Laiche e i Laici Missionari Comboniani. Cosicché, l’anelito “Se avessi mille vite, tutte le darei per la missione” ha continuato a declinarsi nel tempo, nelle vite di chi ha scelto di continuare il Piano, di tradurlo nel cammino di una famiglia, la Famiglia Comboniana.

Uomini e donne capaci di allargare gli orizzonti geografici di quel sogno, aprendo il proprio cuore al servizio dei più poveri e abbandonati, come diceva Comboni, presenti sia in Africa che in Europa, America e Asia; in quei luoghi di frontiera, nelle periferie di un mondo globale che si declina come Casa comune, quella Casa che la Famiglia Comboniana abita in ogni posto in cui vive la propria quotidianità.

Vi presentiamo dunque la nostra Famiglia, una Famiglia che segue le orme di san Daniele Comboni, sperando che vogliate essere coinvolti in un insieme di persone che va oltre l’essere fisicamente nello stesso luogo a fare le stesse cose, che significa reciproca condivisione e accoglienza della ricchezza che sta nella peculiarità di ciascuna persona, dove la diversità dell’altra diventa dono che fa comprendere meglio la propria identità…

Abbiate coraggio! Alzatevi!

CLM Germany

Weekend congiunto dei LMC con i padri Günther e Hubert per la preparazione dell’incontro nazionale dei cattolici a Würzburg

Dal 27 febbraio al 1° marzo, nella casa dei Missionari Comboniani a Norimberga, abbiamo lavorato sul tema dell’incontro nazionale dei cattolici “ABBI CORAGGIO! ALZATI!”.

Venerdì e sabato ci siamo occupati della preparazione concreta in termini di organizzazione e contenuti dello stand della Famiglia Comboniana. Abbiamo ricevuto da amici della Famiglia Comboniana mondiale delle dichiarazioni sul tema: Cosa mi dà la forza di alzarmi (sempre)? Queste devono essere visibili nello stand, così come la spiritualità, l’impegno e i progetti della Famiglia Comboniana. La bambola “Danielle”, realizzata a mano da Brigitte, dovrebbe stimolare i passanti a riflettere su ciò che dà loro la forza di alzarsi – forse così potremo entrare in contatto con loro.

Per le famiglie con bambini piccoli è stato creato un piccolo opuscolo con suggerimenti su come la famiglia può seguire il cammino con Gesù.

È stato un fine settimana di lavoro costruttivo e creativo. Siamo ansiosi di trascorrere i giorni a Würzburg e speriamo in incontri fruttuosi.

Durante la celebrazione eucaristica finale di domenica, abbiamo scambiato idee dettagliate sul brano biblico del Vangelo di Marco (Mc 10,46-52) che sta alla base del tema.

Forse ci vedremo a Norimberga?

LMC Germania

Camminando nell’alleanza con Dio

Retiro LMC Portugal

Quest’anno, il ritiro quaresimale dell’LMC mi ha dato l’opportunità di visitare e approfondire l’alleanza di Dio con me e con noi.

Con la Sua grazia, ho potuto ricordare verità più o meno ovvie e scoprirne altre più sottili, ma anche più rivelatrici.

Qual è la portata di questa Alleanza?

Per iniziare la “conversazione”, Dio mi ha ricordato che la Sua Alleanza è eterna.

Ma mi ha anche rivelato che questa eternità non si limita alla “mia eternità”, ma si prolunga e si estende a tutti coloro che abitano la “mia casa” (cfr. Gn 17,7), cioè a tutte le vite che in qualche modo incrociano la mia, specialmente quelle che mi sono più vicine.

Signore, percorro la mia vita nel palmo delle Tue mani, distratto, intrattenuto da ciò che mi allontana da Te, dimentico dell’Alleanza Eterna che hai stretto e continui a stringere con me e con i miei cari.

Come sono cieco!

Come è possibile non riconoscerti chiaramente in ogni incontro con gli altri, specialmente con quelli che mi sono più vicini?

In ogni incontro che ho, il mio cuore dovrebbe esultare: “Coraggio! Andiamo insieme in Paradiso!”

Come diceva (più o meno) S. Edith Stein: “Signore, non smetti mai di tirarmi fuori dal nulla che sono, per portare tutta la ”mia casa“ a Te che sei Tutto!”

Che gioia che Tu mi voglia intero, con tutti coloro che fanno parte della mia storia, tutti, tutti, tutti, per quanto tenue sia stato il loro passaggio nella mia vita!

E che gioia sapere che anche Tu mi incontri e mi desideri, attraverso la mia presenza (anche se molto tenue) nella vita di tanti con cui stabilisci la Tua Alleanza Eterna!

Qual è la nostra parte in questa Alleanza?

Dio ha detto:

– Ascolta, Israele! (Cfr. Dt 6, 4)

– Ascolta, Adamo! (Cfr. Gn 3, 9)

– Dove sei?

– Esci dal boschetto del giardino dove ti nascondi dalla Mia Voce amorevole.

Ecco, ho fatto una tunica (cfr. Gn 3, 22) per proteggere il tuo cuore dal freddo che il tuo allontanamento genera in te (e in Me).

Ecco, te l’ho fatta indossare e te l’ho imposta, perché ti amo e non voglio perderti.

Questa tunica è la Mia Legge, è lo SHEMÁ (Dt 6, 4-11).

Ricorri con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze per custodirla.

Questa è la Mia Alleanza. Se camminerai in essa sarai felice, tu e la tua casa!

Quali garanzie abbiamo che l’Alleanza non sarà sciolta?

Il semplice fatto che Dio abbia dichiarato a Noè l’eternità della Sua Alleanza con noi sarebbe più che sufficiente.

Ma Dio ha ribadito questa realtà innumerevoli volte nel corso della Storia della Salvezza, nonostante le successive infedeltà dell’umanità.

Come se ciò non bastasse, nella Pienezza dei tempi, ha consegnato il proprio Figlio per pagare il nostro riscatto.

Gesù è stato inchiodato sulla Croce, senza alcuna possibilità di fuga o di ritirata. Dio ha dato tutto per me, per i miei cari, per tutti noi!

L’Alleanza Eterna, di Amore immenso e infinito, è solo a un passo dal nostro sì.

Che Dio, per intercessione di Maria, di tutto il Cielo e dei nostri fratelli sulla terra, ci aiuti ad abbassare le difese e ad accettare i Suoi disegni di vita eterna e felice!

Ringrazio di cuore la nostra sorella, suor Fátima Frade, per tutto il lavoro che ha svolto nella preparazione del ritiro.

Ringrazio anche le Suore Teresiane per la cordialità e l’ospitalità con cui ci hanno accolto ancora una volta nella loro casa di Fatima.

Auguro a tutti una Santa Quaresima in vista della Pasqua del Signore.

Pedro Moreira, LMC Portogallo

Di seguito il link al blog del Portogallo:

https://leigosmissionarioscombonianos.blogs.sapo.pt/caminhando-na-alianca-com-deus-179331?tc=221931442240