Laici Missionari Comboniani

Un commosso addio a Marzena Gibek

Despedida Marzena

Il 3 agosto, Marzena Gibek ha concluso il suo servizio missionario triennale a Kitelakapel, nel West Pokot, ed è tornata in Polonia.

Negli ultimi tre anni, Marzena si è dedicata con tutto il cuore al servizio della popolazione del West Pokot. In qualità di fisioterapista presso il dispensario di Kitelakapel, ha assistito innumerevoli pazienti con compassione, professionalità e amore, portando guarigione, speranza e conforto a molte famiglie.

La sua missione è andata ben oltre l’assistenza sanitaria. Marzena si è anche occupata con dedizione della cappella di Kitelakapel, contribuendo a renderla un luogo accogliente di preghiera e culto. Ha dato forza alle donne del posto organizzando laboratori di cucito e insegnando loro a realizzare bellissimi braccialetti, fornendo loro competenze pratiche, fiducia in se stesse e nuove opportunità.

Dire addio non è stato facile. Gli abitanti di Kitelakapel si sono riuniti per esprimere la loro profonda gratitudine per il suo servizio disinteressato, la sua gentilezza e la sua amicizia. Anche la nostra comunità missionaria in Kenya le ha riservato un addio caloroso e commovente. È stato un momento bellissimo, pieno di gratitudine, amore e tanti ricordi preziosi.

Cara Marzena, grazie per i tuoi tre anni di fedele servizio missionario. Grazie per aver condiviso i tuoi doni e talenti, il tuo tempo e il tuo cuore con la gente di Kitelakapel. Che Dio ti benedica abbondantemente mentre inizi questo nuovo capitolo della tua vita, e che l’amore e la speranza che hai seminato qui continuino a dare frutti per molti anni a venire.

Ci mancherai e avrai sempre un posto speciale nei nostri cuori.

Che Dio ti benedica e grazie di tutto!

LMC Kenia

Concerto di ecologia integrale

LMC Congo

Grazie all’aiuto e alla disponibilità del coro «Afriquespoir», legato ai Missionari Comboniani, il Centro missionario Laudato Si’, in collaborazione con la commissione ecologica della comunità, il 27 giugno 2026 ha organizzato un concerto di lode a Dio per il creato.

Infatti, la lode è uno dei pilastri fondamentali della pastorale dell’ecologia integrale. Solo se riconosciamo che il Signore è Creatore e Signore di tutto l’universo possiamo anche comprendere e agire come custodi che preservano e si prendono cura del creato, collaborando al contempo per realizzare ciò che il Signore ha predetto sin dalla notte dei tempi.

L’esibizione del coro ha tenuto alta l’attenzione dei presenti, interpretando con creatività e ritmo sostenuto canti tradizionali, classici e popolari. Ha aperto il concerto con l’inno del Centro Laudato Si’, intitolato «Signore, ti lodiamo, Signore, ti adoriamo per le meraviglie che compi», un canto composto dal fratello comboniano Alfred Mbungi, missionario a Buta.

Nella parte finale, ci ha proposto il canto del defunto abate Makamba «po po botiaki ntembe?», che mette in luce la radice dei mali che mettono in crisi il creato; ricordando che, nonostante la natura offra tutto all’umanità, c’è ancora molta fame e miseria nel mondo, e soprattutto in Africa. Ciò accade perché una minoranza di pochi impone un modello tecnocratico, che spinge verso una produzione senza limiti e senza alcun rispetto per il progetto provvidenziale di Dio, che è il Padre di tutti. Abbatte le foreste e inquina i fiumi con sostanze chimiche con un’avidità sfrenata. Persone che si appropriano indebitamente dei beni comuni e, con l’arroganza della forza e delle armi, perseguono solo interessi e profitti particolari.


Ecco perché la lode al Creatore deve concretizzarsi nella vita quotidiana; così come hanno dimostrato la visione, la creatività e la resilienza di alcuni giovani e di alcune donne. Dino Zoli Mundele, a nome del gruppo giovanile di Montngafula, ci ha parlato della raccolta differenziata dei rifiuti, porta a porta. Jean Denis Djamba ci ha parlato dell’urgenza di ridurre l’uso della plastica, un impegno promosso dai giovani del movimento Laudato si’. Lo scolastico Denis Mbaiornom, a nome della commissione ecologica della comunità, ha sottolineato l’impegno a riciclare e riutilizzare pneumatici e altri oggetti per ridurre l’accumulo di rifiuti. La signora Mayawa Miriam si è dedicata alla preparazione di prodotti biologici per l’igiene personale e la cura della pelle. Justin Bosenge Isakolota, con grande creatività, riesce a preparare il vino «Wiva Kamouna» utilizzando foglie di avocado: senza dubbio una bevanda speciale da assaporare. Il laico missionario comboniano Fabrice Aifa Wetu, in collaborazione con la CENCO, è impegnato a ridurre e arrestare la deforestazione, consapevole che senza foreste la biodiversità diminuisce vertiginosamente e che non può più esserci vita in abbondanza né per le persone né per gli altri esseri viventi. Infine, il desiderio di Luciana Mohila Mbongo, che promuove il progetto «un ragazzo – un albero» da piantare in questa desolata città di Kinshasa, che cresce in modo sproporzionato senza alberi né spazi verdi.

Queste testimonianze, insieme alla lode a Dio, hanno indicato a ciascuno e a ciascuna la via da seguire nella propria vita e nella quotidianità, adottando uno stile di vita che rispetti le leggi della natura e favorisca relazioni veramente fraterne, rispettando e valorizzando le differenze, come ci insegna la natura, che è ricca e bella grazie alla sua grande biodiversità.

L’ultimo brindisi di amicizia, offerto dal Centro, ha concluso la giornata, fissando l’appuntamento alle riunioni e alle iniziative previste per i mesi a venire.

P. Fernando Zolli