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Per una storia fatta di nomi

PalermoIl lavoro che realizziamo come missionari e laici missionari comboniani nella realtà delle migrazioni è essenzialmente fatto in rete insieme con associazioni, organizzazioni e movimenti, ecclesiali e sociali, impegnati sul territorio nel riconoscimento e nella difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati.

Dal settembre 2013 il porto di Palermo è entrato a far parte del circuito degli approdi del Mediterraneo dove sbarcano i migranti provenienti dall’Africa e da altri paesi. Siamo presenti, durante lo sbarco, nella distribuzione di un kit di biancheria, scarpe, più una busta con un panino, una mela e una bottiglia d’acqua, cercando di stabilire un contatto con le persone che arrivano. La nostra presenza non vuol essere soltanto un supporto materiale, ma anche una raccolta di informazioni sul trattamento riservato alle persone in arrivo, già provate da esperienze indicibili prima e durante il viaggio in mare, del tutto ignare di quanto gli riserva l’Italia.

Assieme ai vivi, purtroppo, in molte occasioni sono arrivati anche i corpi di migranti morti in mare. Sin dall’inizio la nostra preoccupazione è stata quella di seguire l’iter di questi corpi sino a una tumulazione degna nel cimitero di Palermo.

PalermoOggi anno a novembre, in occasione della commemorazione dei defunti, la società civile insieme con i rappresentanti delle diverse religioni si ritrova per una celebrazione interreligiosa in loro memoria. Una solidarietà alle vittime per denunciare le cause che producono la loro morte, tra cui i patti scellerati dell’Italia e, dietro l’Italia, l’Europa, con La Libia e altri paesi terzi che lavorano per bloccare e respingere i migranti.

Riconosciamo con preoccupazione il diffondersi di una cultura che crede nell’esclusione. Oggi le persone si sentono liberate da ogni dovere sociale, da ogni vincolo con gli altri, da ogni prospettiva comune. È urgente rimettere al centro le storie e la vita dei migranti per contrastare il razzismo e la xenofobia, che si sostengono su affermazioni false e su un’informazione controllata e manipolata dai Mass Media. Attraverso dei percorsi che realizziamo nelle scuole e nelle parrocchie, presentiamo le storie dei migranti ripercorrendo le tappe dei loro viaggi: i motivi della partenza, la permanenza in Libia che stravolge e sconvolge le loro vite per sempre, l’attraversamento del mare Mediterraneo e l’arrivo in Italia, dove finiscono per essere trasformati in numeri. Andare oltre la menzogna, riconoscere e difendere i diritti delle persone migranti, sono passi importantissimi nella costruzione di una società interculturale e multiculturale.

In collaborazione con Enti Civili e/o ecclesiali, condividiamo spazi fisici abitativi per i migranti e progetti di accoglienza diffusa con l’obiettivo di generare incontri e una relazione con il territorio. Nell’accoglienza ci sono criticità legate soprattutto all’eccessiva durata della permanenza nei centri di prima accoglienza e all’esiguo numero sia di strutture dedicate che di posti nello SPRAR. L’inserimento dei migranti, in moltissimi casi, diventa “una vera lotteria”. Riflettere sui migranti significa ripensare le nostre strutture, siano esse sociali, politiche o ecclesiali. Avere il coraggio di cambiare l’ordine attuale delle cose.

PalermoInfine, la denuncia profetica di quanti (persone e istituzioni) speculano sulla disperazione dei migranti, sfruttando la loro forza lavoro e di quelli che, agendo nel sottobosco della politica, riescono a impadronirsi dei fondi stanziati per le strutture d’accoglienza, è un elemento costante della nostra presenza.

“Ogni volta che costruisci un muro pensa a quello che lasci fuori”, scriveva Calvino. Quello che oggi può sembrare una protezione, domani diventerà una prigione. La vita si sviluppa e cresce oltre il muro. Se la paura è contagiosa, lo sono anche il coraggio e la speranza.
P. Domenico Guarino
Palermo febbraio 2018

 

Cambiare il mondo con Nuovi Stili di Vita

Nuovi Stili di Vita LMC

Noi del gruppo Laici Missionari Comboniani di Bologna abbiamo deciso di “uscire”.

Uscire per incontrare le comunità parrocchiali, per riflettere e condividere sui Nuovi Stili di Vita.

Condividere Testa: per capire i fenomeni in cui siamo immersi.

Condividere Cuore: per sostenere le necessità di cambiamento interiore ed esteriore.

Condividere Mani: per stimolare iniziative che ogni gruppo locale, parrocchiale può mettere in azione.

Sentiamo importante intraprendere un cammino missionario che aiuti a mettere in discussione uno stile di vita sempre più consumistico e individuale, che accresce sempre di più le disuguaglianze sociali, locali e mondiali, oltre che danneggiare brutalmente la nostra Casa Comune: la Terra.

La drammaticità del nostro pianeta, maltrattato e ferito, la tragicità delle condizioni di vita dei suoi abitanti, non può lasciarci indifferenti, è un grido che eccheggia sempre più forte alle nostre orecchie e che è presente qui e ora.

E’ inutile negare che i nostri stili di vita attuali hanno generato e stanno continuando a generare una serie di danni sull’ambiente, nell’aumento della povertà, nelle miserie del mondo.

Nuovi Stili di Vita LMCLe nostre scelte, le nostre semplici azioni quotidiane, hanno una ripercussione su scala planetaria, da quello che usiamo e consumiamo, da quello che compriamo, da quello che utilizziamo e sprechiamo, il mondo è diventato un’unica casa dove siamo tutti interdipendenti e responsabili nell’averne cura. La stessa Laudato sii ci esorta a superare l’individualismo e proporre uno stile di vita alternativo.

Su queste premesse che guidano la nostra volontà, fede e impegno, ci siamo trovati domenica 19 novembre, in occasione della giornata mondiale del povero, nella parrocchia  di Cristo Re di Bologna per condividere con i parrocchiani sia il pranzo comunitario con i “poveri” della città, sia un momento di riflessione e condivisione sulle tematiche dei Nuovi Stili di Vita. E’ stato il nostro primo incontro “fuori”.

Con i parrocchiani abbiamo messo Testa, Cuore e Mani, emozioni, riflessioni e soprattutto la voglia di impegno e di costruire qualcosa di “buono”.

Questo fa capire come è importante trovarsi insieme per tessere relazioni che escano dalla solitudine dell’impotenza, dalla solitudine urbana, sempre più povera e arida di gesti di convivialità e “umanità”. A piccoli passi, vogliamo intraprendere questo cammino missionario, senza interessarci della quantità (tante persone? Poche persone?) ma della qualità e soprattutto di ogni singola persona che ha voglia di camminare con noi, perché insieme si cresce, si cammina, si condivide, si  crea e si trasforma. La missione ci invita ad “uscire”, ad essere testimoni, ma non da soli, insieme agli Altri.

Continueremo per il 2018 ad incontrare altre parrocchie, cercando di costruire alternative che nascano dalla solidarietà, dall’incontro, dalla convivialità che aiutino a mettere in rete idee, iniziative, gruppi, in un impegno di giustizia.

Come diceva Gandhi:“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Nuovi Stili di Vita LMC Emma, LMC di Bologna

Diario di Bordo Simone Mongoumba

LMC RCA

04 Novembre 2017
Giorno 261 Restanti 839

Ciao a tutti/tutte, come state?…qui tutto bene, sono partito in fretta e furia da Bangui il 19 agosto, continuando lo studio della lingua Sango direttamente sul campo a Mongoumba…sono volati veloci come il vento circa 3 mesi… ecco un’altra canzone per esprimere a parole tutta l’immensitá vissuta…
…COME UN FIUME dei Nomadi…

Mongoumba…
HA L’ODORE DELL’AFRICA,
COME I SOGNI FATTI UN PO’ DI TERRA E FANGO,
COME I PIEDI DI CHI É STANCO MA CAMMINA,
PERCHÉ SA CHE QUESTA VITA É SOLO UN VIAGGIO,
UNA STRADA CHE NON SAI DOVE TI PORTA, SE UN GIORNO TI PORTASSE IN QUALCHE POSTO,
NEI VILLAGGI DALLE CASE SFILACCIATE, DOVE VIVERE É UNA LOTTA AD OGNI COSTO.

Domenica 22 ottobre LA STRADA MI HA PORTATO A MOLABAYE, distante solo 11 km da Mongoumba, come Emmaus da Gerusalemme, 2 ore di cammino: 06.15-08.15! Non sono le case costruite a fianco della STRADA, ma é la STRADA che entra nella CASE SFILACCIATE, fatte di TERRA E FANGO, DOVE VIVERE É UNA LOTTA AD OGNI COSTO! Già alle 06.15 tutti sono svegli e comincia la vita: chi pesta la manioca per preparare un pò di cibo, chi intreccia bambú da rivendere per guadagnare un pò di denaro, chi si fabbrica i mattoni di TERRA E FANGO per costruirsi la casa, chi lava i suoi bambini in un piccolo secchio con un pò di acqua, i bambini scalzi che giocano con un pallone di foglie intrecciate! Il ritmo del cammino lento…COME UN FIUME, perchè tutti vengono a salutarti e i bambini appena ti scorgono in lontananza cominciano a gridare e saltare: “BWA BWA BWA” (Padre) o “MUNGIU MUNGIU MUNGIU” (penso derivi da Bonjour, Bianco), si schierano in fila, strette di mano, sorrisi in abbondanza, saluto a destra e a sinistra… ci saranno molti VIAGGI su questa STRADA e nella VITA di questa gente, perché mi hanno affidato il servizio pastorale del settore sud della parrocchia…4 cappelle: Molabaye, Gouga, Ikoumba1 e Ikoumba2…

TANTE VOLTE L’HO INCONTRATO GIÚ AL MERCATO,
CON QUELL’ARIA BATTAGLIERA CHE LO INVADE,
CON LO SPIRITO GUERRIERO DEL SOLDATO,
CHE SI RIALZA CENTO VOLTE QUANDO CADE,
PERCHÉ SA CHE SI ALZERÁ CON ALTRI CENTO,
CHE TRA I CAMPI HA VISTO NASCERE E MORIRE,
COME NASCE E MUORE LÌ UN COLPO DI VENTO,
LA SPERANZA E LA VOGLIA DI DIRE.

Qui é una LOTTA, p.Alex Zanotelli direbbe che é la LOTTA tra il Dio della vita e il Sistema di morte che opprime la Repubblica Centrafricana! I nostri campi di battaglia, dove tocchiamo il nostro limite umano, sono i 5 posti di Sante sparsi nella parrocchia, sono piccoli ambulatori-farmacia che cerchiamo di visitare con regolarità, uno di questi si trova a Safa Tavares. Le mamme arrivano con i loro bébé malnutriti, li pesiamo, misuriamo l’altezza, facciamo test PB (misuriamo circonferenza braccio), test dell’appetito con un bel sacchettino di PumplyNut (sembra burro d’arachidi molto nutriente), per qualcuno un pò di medicine e valutiamo se il bambino faticosamente, con tutti i nostri sforzi umani, migliora. Operazioni sulla carta facili e semplici, ma i bébé si dimenano, urlano, gridano con tutta l’ARIA BATTAGLIERA CHE LI INVADE, tirano fuori tutto il loro SPIRITO GUERRIERO DEL SOLDATO, segno che sono pieni di vita, hanno voglia di lottare e combattere!!!

Mongoumba…
HA LO SGUARDO…DELLE MOGLI, DELLE MADRI CHE OGNI SERA, ASPETTANO CON ANSIA LA MATTINA, E OGNI MATTINA ASPETTANO SERA E NON SANNO MAI SE RIDERE O PREGARE QUALCHE DIO CHE É LÌ AFFACCIATO ALLA FINESTRA,
PERCHÉ A VOLTE DIO NON SA COSA ASCOLTARE,
E FINGENDO MUOVE LA TESTA.

LO SGUARDO DELLE MADRI parla…anche se le nostre lingue sono diverse! Spesso LO SGUARDO DELLE MADRI urla “il mio bambino sta male…fate qualcosa vi prego!”. Sappiamo già dallo SGUARDO DELLE MADRI quale sarà l’esito della nostra battaglia! Qui i freddi numeri delle statistiche sulla mortalità infantile si fanno carne, hanno un volto e un nome!!! A volte di notte sentiamo le urla di madri inconsolabili che provengono dall’ospedale… “Un grido è stato udito, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata…” (Mt 2,18). Quali parole possono consolare una madre inerme che vede morire il suo bambino?…
Madri che pregano dalla mattina alla sera… il ritornello della canzone sembra il grido delle madri a Dio…”AI SIGNORI DELLA GUERRA DIAMO IL SANGUE PERCHÉ É UN SANGUE CHE SA SCORRERE LONTANO, COME UN FIUME CHE ATTRAVERSA UN CONTINENTE ED INVADE TUTTI GLI ALTRI PIANO PIANO.”

TANTE VOLTE L’HO INCONTRATO NEI SOBBORGHI, O NEI VICOLI SBUCARE TRA I PALAZZI,
COME UN FARO CHE PUNTA LA SUA LUCE, SUI BAMBINI CHE CORRONO SCALZI,
ED É LÌ CHE STRINGE I PUGNI UN’ ALTRA VOLTA, E UN’ ALTRA VOLTA CORRE A LOTTARE,
HA IL CAVALLO PIÚ VELOCE DEL VENTO, QUESTO VENTO CHE STA PER CAMBIARE.

I bambini scandiscono il nostro ritmo quotidiano…sono il nostro orologio…dopo la messa del mattino, senti il vociare dei bambini nel cortile, segno che é ora di finire di bere il the e di cominciare la scuola 07.30…silenzio: tutti sono in classe…urla festanti: ricreazione 10.30…silenzio: tutti di nuovo in classe…urla festanti: scuola finita 12.30 é ora di pranzo! Dopo un pò di silenzio, nel pomeriggio piccole testoline e occhi furbetti SBUCANO tra le finestre, alzi la testa e spariscono PIÚ VELOCI DEL VENTO, li senti CHE CORRONO SCALZI in veranda, sussurrano “Augustaaa, Annaaa, Simoneee”, quando tutto il mondo sparisce e tempo della preghiera della sera, e la preghiera delle madri diventa la nostra preghiera…”AI PADRONI DELLA GUERRA DIAMO IL SANGUE PERCHÉ É UN SANGUE CHE SA SCORRERE LONTANO, COME UN FIUME CHE ATTRAVERSA UN CONTINENTE ED INVADE TUTTI GLI ALTRI PIANO PIANO.”

…perché Dio SA COSA (chi) ASCOLTARE!!!

Speriamo che il VENTO STIA PER CAMBIARE!!!

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera, un GRAZIE…mi viene da dirvi Buon Natale 🙂 perché non so quando sarà la prossima volta che uscirò da Mongoumba!!!

LMC RCA

…ciao ciao Simone LMC

 

DIARIO di BORDO di Simone Parimbelli, a LMC nella Repubblica Centrafricana

LMC CAR15 maggio 2017
giorno 88 rimanenti 1012
LE AFRICHE INTORNO AL TAVOLO: mi sono trasferito alla parrocchia comboniana di Nostra Signora di Fatima! Tutto nuovo…nuovi orari, nuovo cibo, nuova stanza, nuova COMUNITÁ! Ora vivo con 3 padri comboniani africani: p.Moises, p.Jean Michel e p.Romain! Tutti africani ma di diverse AFRICHE: p.Moises é ugandese, ha dovuto imparare il francese e il sango, é quello con piú esperienza ed é il responsabile della parrocchia. P.Jean Michel é togolese, é arrivato da poco tempo in Rep.Centrafricana sta imparando il sango e conoscendo la realtá, la vita e le abitudini centrafricane. P.Romain é centrafricano, é appena stato ordinato sacerdote, parla benissimo il sango e il francese, sta imparando a celebrare la messa e sará inviato in Guatemala come primo servizio missionario. Uganda-Togo-Rep. Centrafricana per le distanze delle AFRICHE é come vivere con un russo, un francese e un portoghese, dire che sono africani é generalizzare, ognuno ha le sue abitudini… non é facile essere COMUNITÁ ma a TAVOLA si scherza, si ride, si chiacchera, si parla dei problemi delle AFRICHE…c’é un’ottima sintonia e fraternitá in questo piccolo pezzo di AFRICHE!

LMC CAR22 maggio 2017
giorno 95 rimanenti 1005
MARTIAL IL BUON PASTORE: Martial é un giovane della parrocchia di 28 anni, catechista del gruppo della Cresima, animatore del gruppo AITA KWE, in questa settimana é stato anche il mio BUON PASTORE che mi ha accompagnato a scuola su “sentieri tranquilli e sicuri”. La parrocchia é vicina al quartiere mussulmano chiamato “Kilometro 5”, dove nel periodo di “turbolenza” si é verificato qualche “piccolo” problemino, ma abitando nel quartiere, Martial, come il BUON PASTORE, é garanzia di tranquillitá e sicurezza nel breve cammino fino a scuola. Al pomerggio la parrocchia si riempie di giovani che studiano, donne che pregano, bambini che giocano, persone che cercano i padri , ma spesso é una vita silenziosa o senza troppo rumore e ho avuto la sensazione, qualche volta, che tutti siano in attesa di qualcosa, speriamo sia un attesa di piena Speranza e di pace.

LMC CAR28 maggio 2017
giorno 101 rimanenti 999
AITA KWE: “Tutti fratelli e sorelle”, é un gruppo parrocchiale che raggruppa dai bambini-bambine fino ai giovani, hanno la divisa con la camicia gialla, pantaloni o gonna verde e un foulard verde bordato di giallo. Con p.Moises e Martial sono andato alla loro giornata di ritiro-formazione: quando siamo arrivati, stavano riflettendo su “il mio progetto di vita: le mia qualitá e le mie debolezze”, dopo la riflessione, un po di svago, messa celebrata da p.Moises e pranzo tutti assieme con pane, pesce, polenta di manioca. Tutti assieme come fratelli e sorelle!!! Al momento del ritorno abbiamo caricato il pick-up di p. Moises con tutti gli zaini, le pentole, le taniche di acqua vuote, qualche bambina stanca che non riusciva piú a stare in piedi, mentre il gruppone in fila x 2 a ritmo di tamburi ha camminato fino alla parrocchia (2h di cammino!!!). É stato molto simile alle giornate trascorse in oratorio a Osio Sopra (o a Basiano) con i bambini e i ragazzi dei gruppi della catechesi…anche la vita pastorale della parrocchia di Nostra Signora di Fatima é attiva e fervente con tante persone impegnate a servizio della comunitá!!!

LMC CAR02 giugno 2017
giorno 106 rimanenti 994
IN UN BATTIBALENO: domani dalle 8.30 alle 10.30 ho la valutazione finale del secondo corso di francese…in un BATTIBALENO…Anna passerá a prendermi a scuola, andremo in parrocchia per caricare le mie valigie che ho giá preparato e partiremo…in un BATTIBALENO…per Mongoumba…ci aspetta un viaggio di 5/6 h. Dopo solo 20 giorni un altro trasferimento…fino ad ora ho rispettato la “rotta di navigazione”: arrivare tranquillamente in Rep. Centrafricana, prendere del tempo per ambientarmi, studiare il francese…ora comincia una nuova fase del viaggio: imparare il sango e ambientarmi a Mongoumba! É da un pó che non vi mando news, ma in parrocchia non c’é rete internet e a Mongoumba sará lo stesso, a volte neanche alla Maison Comboni posso entrare nella mail, diventa difficile comunicare con tutti voi, ma é uno degli obiettivi del viaggio! Non ho ancora avuto la prima malaria e non ci sono stati problemi insormontabili, forse sono un pó dimagrito, (p.Alex direbbe che ho perso i miei kg occidentali in piú) ma l’appetito non mi manca e i padri continuano a dirmi di mangiare, perché mangiare aiuta a non ammalarsi. Il tempo scorre velocemente…in un BATTIBALENO…sono giá trascorsi 106 giorni dal mio arrivo nella Repubblica Centrafricana!!!

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera, un GRAZIE…
Simone LMC

 

Gioia e Dolore

Mbi bala ala…

(io saluto voi in sango)…
LMC CentroafricaIn questo tempo di quaresima abbiamo ricevuto la GRAZIA di vivere momenti di GIOIA…

…domenica 19 marzo, 2 figli del Centrafrica, Dreyfus e Romain sono stati consacrati missionari comboniani dall’arcivescovo di Bangui cardinale Dieudonné Nzapalainga. La parrocchia comboniana di Nostra Signora di Fatima era addobbata a festa e straripante di gente fin dal mattino presto, per vivere la GIOIA del momento, che non avviene tutti gli anni e mai é avvenuta una doppia consacrazione…segno che anche in mezzo alle difficoltá la Chiesa centrafricana e la famiglia comboniana piano piano crescono…
LMC Centroafrica…la domenica successiva (26 marzo), nella cattedrale di Bangui, l’altro DONO di GIOIA ricevuto é stata l’ordinazione episcopale del nuovo vescovo della diocesi di Bambari, un nuovo pastore per il popolo sperduto di quella zona che vive ancora momenti turbolenti di instabilitá e di insicurezza…

…momenti di GIOIA vissuti con balli, canti, danze, vestiti sgargianti, battiti di mani, tamburelli, cori…

…ma il popolo partecipa con grande coinvolgimento anche ai momenti di DOLORE tipici della quaresima, le confessioni, le via crucis e il triduo pasquale, soprattutto le donne e le mamme inginocchiate per tutta la celebrazione sui mattoni della cattedrale o sulla terra rossa del cortile della parrocchia di Fatima. I missionari comboniani dicono che la SOFFERENZA e il DOLORE della storia centrafricana, non solo passata ma anche quotidiana, li porta a immedesimarsi molto nella storia di quell’ Uomo picchiato, torturato, ucciso e crocifisso…

…ma dopo i momenti di DOLORE, é tornata la GIOIA sia nella veglia di Pasqua che nella messa del mattino con balli, danze, il fuoco, la luce, l’aspersione con l’acqua, il coro che canta l’Alleluia…perché la VITA vince sulla morte, la GIOIA vince sul DOLORE…

…Buona Pasqua a tutte e a tutti da Bangui: capitale spirituale del mondo!

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera e un GRAZIE…

LMC CentroafricaSimone, LMC en Centroafrica

SOTTOSOPRA

LMC RCAMbi bala ala…

io saluto voi in sango…

anche qui é cominciata la Quaresima…tempo di preghiera!

Ascoltando i racconti dei Missionari Comboniani uno dei problemi della Repubblica Centrafricana é non esistere!!! Non passa sui telegiornali, si confonde con il Congo o si pensa sia una TERRA non ben precisata dell’Africa, invece esiste ed é una TERRA con dei confini e una storia. Quando me ne hannno parlato, anche io ho dovuto cercarla sull’atlante, perché non sapevo della sua esistenza, sembra strano ma nel mondo globalizzato e ultra tecnologico scopriamo in CIELO nuovi pianeti simili alla TERRA, ma sulla TERRA ci sono angoli di CIELO ignorati!… come fossimo SOTTOSOPRA…guardiamo il CIELO e ci dimentichiamo della TERRA…

Per 2 domeniche con p.Gabriele sono andato a messa nel convento delle Suore Benedettine celebrata in lingua sango, e come si poteva immaginare é stata una festa con tamburi, chitarre, suoni, quasi un concerto, ma la PREGHIERA del Padre Nostro é cantata senza strumenti, senza battiti di mani, quasi stona in mezzo a tutto il resto, assomiglia molto a un lamento, a una supplica accorata di un popolo che abita questa TERRA che non vuole essere dimenticato dal Padre che sta in CIELO…un grido da SOTTO a SOPRA…e un pane che scende da SOPRA a SOTTO…

Nella prima domenica di Quaresima,invece sono andato a messa nella cattedrale di Bangui,dove Papa Francesco ha aperto la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, anche qui il CIELO (soffitto) e la TERRA (pavimento) hanno lo stesso colore…quasi in segno di UNITÁ…rosso TERRA d’Africa!!! La cattedrale é senza quadri, senza oro, senza dipinti,senza sfarzi, molto sobria (vedere le foto)…la casa del CIELO come le case della TERRA, costruita con l’argilla rossa, in segno di comunione tra TERRA e CIELO…

“Oggi Bangui diviene la CAPITALE SPIRITUALE del MONDO. L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa TERRA. Una TERRA che soffre da diversi anni la guerra e l’odio, l’incomprensione, la mancanza di pace. Ma in questa TERRA sofferente ci sono anche tutti i Paesi che stanno passando attraverso la croce della guerra. Bangui diviene la CAPITALE SPIRITUALE della PREGHIERA per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore. Per Bangui, per tutta la Repubblica Centrafricana, per tutto il mondo, per i Paesi che soffrono la guerra chiediamo la pace! E tutti insieme chiediamo amore e pace. “Doyé Siriri!” (Papa Francesco Apertura del Giubileo della Misericordia 29 novembre 2015 Bangui)

Anche qui domani é la festa delle donne…sul prato davanti alla cattedrale hanno allestito degli stand (che mi dicono rimarranno per un po di giorni), per sensibilizzare sulla condizione della donna in Repubblica Centrafricana…anche loro chiedono di non essere dimenticate in questa TERRA… dove perfino la luna cresce SOTTOSOPRA…

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera e un GRAZIE…(in particolare alle donne per la giornata di domani).
LMC RCA
Simone LMC Repubblica Centrafricana