Animazione missionaria

Cambiare il mondo con Nuovi Stili di Vita

Nuovi Stili di Vita LMC

Noi del gruppo Laici Missionari Comboniani di Bologna abbiamo deciso di “uscire”.

Uscire per incontrare le comunità parrocchiali, per riflettere e condividere sui Nuovi Stili di Vita.

Condividere Testa: per capire i fenomeni in cui siamo immersi.

Condividere Cuore: per sostenere le necessità di cambiamento interiore ed esteriore.

Condividere Mani: per stimolare iniziative che ogni gruppo locale, parrocchiale può mettere in azione.

Sentiamo importante intraprendere un cammino missionario che aiuti a mettere in discussione uno stile di vita sempre più consumistico e individuale, che accresce sempre di più le disuguaglianze sociali, locali e mondiali, oltre che danneggiare brutalmente la nostra Casa Comune: la Terra.

La drammaticità del nostro pianeta, maltrattato e ferito, la tragicità delle condizioni di vita dei suoi abitanti, non può lasciarci indifferenti, è un grido che eccheggia sempre più forte alle nostre orecchie e che è presente qui e ora.

E’ inutile negare che i nostri stili di vita attuali hanno generato e stanno continuando a generare una serie di danni sull’ambiente, nell’aumento della povertà, nelle miserie del mondo.

Nuovi Stili di Vita LMCLe nostre scelte, le nostre semplici azioni quotidiane, hanno una ripercussione su scala planetaria, da quello che usiamo e consumiamo, da quello che compriamo, da quello che utilizziamo e sprechiamo, il mondo è diventato un’unica casa dove siamo tutti interdipendenti e responsabili nell’averne cura. La stessa Laudato sii ci esorta a superare l’individualismo e proporre uno stile di vita alternativo.

Su queste premesse che guidano la nostra volontà, fede e impegno, ci siamo trovati domenica 19 novembre, in occasione della giornata mondiale del povero, nella parrocchia  di Cristo Re di Bologna per condividere con i parrocchiani sia il pranzo comunitario con i “poveri” della città, sia un momento di riflessione e condivisione sulle tematiche dei Nuovi Stili di Vita. E’ stato il nostro primo incontro “fuori”.

Con i parrocchiani abbiamo messo Testa, Cuore e Mani, emozioni, riflessioni e soprattutto la voglia di impegno e di costruire qualcosa di “buono”.

Questo fa capire come è importante trovarsi insieme per tessere relazioni che escano dalla solitudine dell’impotenza, dalla solitudine urbana, sempre più povera e arida di gesti di convivialità e “umanità”. A piccoli passi, vogliamo intraprendere questo cammino missionario, senza interessarci della quantità (tante persone? Poche persone?) ma della qualità e soprattutto di ogni singola persona che ha voglia di camminare con noi, perché insieme si cresce, si cammina, si condivide, si  crea e si trasforma. La missione ci invita ad “uscire”, ad essere testimoni, ma non da soli, insieme agli Altri.

Continueremo per il 2018 ad incontrare altre parrocchie, cercando di costruire alternative che nascano dalla solidarietà, dall’incontro, dalla convivialità che aiutino a mettere in rete idee, iniziative, gruppi, in un impegno di giustizia.

Come diceva Gandhi:“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Nuovi Stili di Vita LMC Emma, LMC di Bologna

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2017

PapaFrancisco

La missione al cuore della fede cristiana

 

Cari fratelli e sorelle,

anche quest’anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» (Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 7), che continuamente ci invia ad annunciare il Vangelo dell’amore di Dio Padre nella forza dello Spirito Santo. Questa Giornata ci invita a riflettere nuovamente sulla missione al cuore della fede cristiana. Infatti, la Chiesa è missionaria per natura; se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un’associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l’esaurire il proprio scopo e scomparire. Perciò, siamo invitati a porci alcune domande che toccano la nostra stessa identità cristiana e le nostre responsabilità di credenti, in un mondo confuso da tante illusioni, ferito da grandi frustrazioni e lacerato da numerose guerre fratricide che ingiustamente colpiscono specialmente gli innocenti. Qual è il fondamento della missione? Qual è il cuore della missione? Quali sono gli atteggiamenti vitali della missione?

La missione e il potere trasformante del Vangelo di Cristo, Via, Verità e Vita

1. La missione della Chiesa, destinata a tutti gli uomini di buona volontà, è fondata sul potere trasformante del Vangelo. Il Vangelo è una Buona Notizia che porta in sé una gioia contagiosa perché contiene e offre una vita nuova: quella di Cristo risorto, il quale, comunicando il suo Spirito vivificante, diventa Via, Verità e Vita per noi (cfr Gv 14,6). È Via che ci invita a seguirlo con fiducia e coraggio. Nel seguire Gesù come nostra Via, ne sperimentiamo la Verità e riceviamo la sua Vita, che è piena comunione con Dio Padre nella forza dello Spirito Santo, ci rende liberi da ogni forma di egoismo ed è fonte di creatività nell’amore.

2. Dio Padre vuole tale trasformazione esistenziale dei suoi figli e figlie; trasformazione che si esprime come culto in spirito e verità (cfr Gv 4,23-24), in una vita animata dallo Spirito Santo nell’imitazione del Figlio Gesù a gloria di Dio Padre. «La gloria di Dio è l’uomo vivente» (Ireneo, Adversus haereses IV, 20, 7). In questo modo, l’annuncio del Vangelo diventa parola viva ed efficace che attua ciò che proclama (cfr Is 55,10-11), cioè Gesù Cristo, il quale continuamente si fa carne in ogni situazione umana (cfr Gv 1,14).

La missione e il kairos di Cristo

3. La missione della Chiesa non è, quindi, la diffusione di una ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un’etica sublime. Molti movimenti nel mondo sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli. Mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia. Mediante la proclamazione del Vangelo, Gesù diventa  sempre nuovamente nostro contemporaneo, affinché chi lo accoglie con fede e amore sperimenti la forza trasformatrice del suo Spirito di Risorto che feconda l’umano e il creato come fa la pioggia con la terra. «La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 276).

4. Ricordiamo sempre che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est, 1). Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Il Vangelo diventa così, mediante il Battesimo, fonte di vita nuova, libera dal dominio del peccato, illuminata e trasformata dallo Spirito Santo; mediante la Cresima, diventa unzione fortificante che, grazie allo stesso Spirito, indica cammini e strategie nuove di testimonianza e prossimità; e mediante l’Eucaristia diventa cibo dell’uomo nuovo, «medicina di immortalità» (Ignazio di Antiochia, Epistula ad Ephesios, 20, 2).

5. Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo. Penso al gesto di quello studente Dinka che, a costo della propria vita, protegge uno studente della tribù Nuer destinato ad essere ucciso. Penso a quella celebrazione eucaristica a Kitgum, nel Nord Uganda, allora insanguinato dalla ferocia di un gruppo di ribelli, quando un missionario fece ripetere alla gente le parole di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», come espressione del grido disperato dei fratelli e delle sorelle del Signore crocifisso. Quella celebrazione fu per la gente fonte di grande consolazione e tanto coraggio. E possiamo pensare a tante, innumerevoli testimonianze di come il Vangelo aiuta a superare le chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo dovunque e tra tutti la riconciliazione, la fraternità e la condivisione.

La missione ispira una spiritualità di continuo esodo, pellegrinaggio ed esilio

6. La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia. La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il “già” e il “non ancora” del Regno dei Cieli.

7. La missione dice alla Chiesa che essa non è fine a sé stessa, ma è umile strumento e mediazione del Regno. Una Chiesa autoreferenziale, che si compiace di successi terreni, non è la Chiesa di Cristo, suo corpo crocifisso e glorioso. Ecco allora perché dobbiamo preferire «una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» (ibid., 49).

I giovani, speranza della missione

8. I giovani sono la speranza della missione. La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità. «Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato […]. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» (ibid., 106). La prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività.

Il servizio delle Pontificie Opere Missionarie

9. Le Pontificie Opere Missionarie sono strumento prezioso per suscitare in ogni comunità cristiana il desiderio di uscire dai propri confini e dalle proprie sicurezze e prendere il largo per annunciare il Vangelo a tutti. Attraverso una profonda spiritualità missionaria da vivere quotidianamente, un impegno costante di formazione ed animazione missionaria, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, Vescovi sono coinvolti perché cresca in ciascuno un cuore missionario. La Giornata Missionaria Mondiale, promossa dall’Opera della Propagazione della Fede, è l’occasione propizia perché il cuore missionario delle comunità cristiane partecipi con la preghiera, con la testimonianza della vita e con la comunione dei beni per rispondere alle gravi e vaste necessità dell’evangelizzazione.

Fare missione con Maria, Madre dell’evangelizzazione

10. Cari fratelli e sorelle, facciamo missione ispirandoci a Maria, Madre dell’evangelizzazione. Ella, mossa dallo Spirito, accolse il Verbo della vita nella profondità della sua umile fede. Ci aiuti la Vergine a dire il nostro “sì” nell’urgenza di far risuonare la Buona Notizia di Gesù nel nostro tempo; ci ottenga un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte; interceda per noi affinché possiamo acquistare la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della salvezza.

Dal Vaticano, 4 giugno 2017
Solennità di Pentecoste

FRANCESCO

 

 

 

Natale sei tu!

Navidad eres tu

Il 17 dicembre noi laici di Bologna ci siamo incontrati per  preparare il Natale, per stupirci insieme a un bambino che nasce, stupirci dinanzi a Dio che per amore si fa bambino per noi. L’esperienza che abbiamo voluto vivere come gruppo è stata quella di celebrare un incontro che abbia il sapore di questa meravigliosa attesa. Un Attesa che tende all’attenzione, un Attenzione che porta all’Amore e un Amore che porta a Dio.

Ci siamo messi in ascolto della Parola del Vangelo di Luca (Lc 2,8-20) e insieme abbiamo costruito il presepe.

Ognuno ha preso un pastore e collocato vicino al bambino Gesù, leggendo questa preghiera che abbiamo fatto nostra:

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.

Natale sei tu, quando canti al mondo un messaggio di pace, di giustizia e di amore.

Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.

Sei anche i re Magi, quando dai il meglio che hai, senza tener conto a chi lo dai.

La musica di Natale sei tu, quando conquisti l’armonia dentro di te.

Gli auguri di Natale sei tu, quando perdoni e ristabilisci la pace anche se soffri.

Sta iniziando a frequentare il nostro gruppo anche Endurace, un ragazzo nigeriano che ha raccontato la sua difficoltà di essere immigrato e del calvario che ha sofferto per arrivare in Italia.

Nelle nostre intenzioni abbiamo ricordato il dramma dell’immigrazione e delle tante morti che rimangono nell’indifferenza e nei silenzi.

Saper accogliere e farsi piccoli è quel Natale che ci interpella ogni giorno, non solo nella data del 25 dicembre.

Il nostro incontro, poi, ha visto la partecipazione di Emma, tornata dopo tre anni di missione in Brasile.

Ha raccontato la sua storia, il suo percorso e il camminato realizzato, un cammino missionario tra gruppo LMC Bologna e LMC Brasile.

Le parole di Emma sono state accompagnate da immagini che hanno mostrato il suo servizio nella pastorale carceraria, nella periferia di Nova Contagem, nell’esperienza in Salvador con moradores de rua, persone che vivono nella strada. Belle e forti le sue parole, testimonianza di missione vissuta ad gentes.

Bentornata nel gruppo e di nuovo in cammino con noi!

L’incontro si è concluso con la cena comunitaria, dove ognuno porta qualcosa e ricordato due appuntamenti importanti:

la messa della notta di Natale in stazione, con i senza tetto e i volontari e la marcia della pace del 31 dicembre che si terrà a Bologna.

Siamo molti contenti di queste due iniziative che ci vedono coinvolti nell’organizzazione con altre realtà sociali e missionarie sul territorio, un impegno che vede la partecipazione di tutti, perché è insieme che si costruisce e si cambia il mondo.

Navidad eres tuBuon Natale a tutti…nessun escluso!.

LMC Bologna

Promozione degli Amici Comboniani in Etiopia

Promoting Comboni Friends

In Etiopia stiamo progettando di riattivare il gruppo degli Amici Comboniani e forse più tardi, attraverso questo gruppo, trovare anche delle vocazioni per i Laici Missionari Comboniani (LMC).

Lo scorso fine settimana è stata una buona occasione per la promozione vocazionale. Abbiamo celebrato la festa di Cristo Re (due settimane più tardi rispetto al resto del mondo cattolico).

Le celebrazioni principali si sono svolte nella cattedrale di Addis Ababa. Sono stati due giorni di programmi speciali. Sabato ci sono state le mostre dei vari Istituti e dei movimenti laicali, dove noi abbiamo presentato il movimento dei nostri LMC.

Promoting Comboni Friends

C’è stato anche un momento spirituale – il Sabato: adorazione, preghiere, conferenze e confessioni; – la Domenica: Santa Messa solenne in rito geez.

È stato davvero un bel momento di preghiera e di incontri con la gente. Alcune persone hanno mostrato interesse per conoscere meglio il nostro gruppo. Quindi, pregate per tutti noi perché, a Dio piacendo, il gruppo dei laici comboniani possa essere iniziato anche qui e possa crescere bene.

CLM in Etiopia

Testimoni di un cammino comune

Marisa LMC

Il 7 agosto 2016 a Viseu, presso Vila Nova do Campo, abbiamo celebrato l’invio in missione di Marisa Almeida con una Santa Messa presieduta dal Vescovo Ilídio Leandro nella chiesa parrocchiale di Vila Nova do Campo.

José Tolentino Mendonça dice: “Con un amico al tuo fianco, nessun viaggio sarà troppo lungo.” Questo cammino fatto insieme con gli LMC sembra iniziato ieri. Sembra ieri quando è iniziato il cammino con Marisa, LMC a cui ci siamo donati con tutto il nostro essere.” Avere conosciuto Marisa è stato uno dei più grandi tesori di questo percorso. Proprio come nel Vangelo di domenica, Gesù è venuto per ripeterci ancora una volta: “Non abbiate paura”. Egli ci conosce. Egli conosce le nostre paure più profonde, le nostre ansie, i nostri ostacoli e le ferite dalle quali dobbiamo essere guariti. Ma di fronte a tutto questo, egli ripete: “Non abbiate paura”. Spesso, molto spesso fissiamo la nostra attenzione sulle nostre debolezze, le nostre paure e il nostro essere nulla. Molte volte noi ripetiamo con le parole e con il nostro modo di vivere” “Signore, io sono piccolo, peccatore, debole e indifeso.” Ciononostante lui continua a ripeterci: “Non avere paura”.

Questo è ciò che succede a voi. Succede a me e anche a Marisa. Molti sono stati i momenti in cui ciascuno si è chiesto: “Io? Proprio io ? Mio Dio! Con tutte le persone audaci e corraggiose che esistono al mondo, hai scelto proprio me?!” Molto spesso abbiamo pensato di non essere all’altezza di tutto questo. Egli non sceglie i capaci, ma rende tali coloro che Egli ha scelto. È a noi, fragili e peccatori che Dio dona il Regno dei Cieli. Questo è il tesoro che ho trovato fra gli LMC e che voi tutti siete invitati a seguire e scoprire nella vita: l’amore. E’ l’amore che ci fa restare qui. E’ l’amore che ci invia. E quando abbiamo il coraggio di seguire, condividere e vivere questo amore, siamo e facciamo esperienza di una parte del regno che il Padre ha preparato per noi in cielo. Egli ci mette sul suo cammino ed è per questo che siamo qui. Ma io non sono solo. Nessuno di noi vive in solitudine. Marisa non esiste per se stessa. Siamo insieme come le dico spesso. E questo essere insieme vuol dire camminare con lei, anche se siamo separati da un oceano. È perché ha sperimentato e sentito questo amore che Marisa risponde alla chiamata con un SI’. Commette degli errori, come il resto di noi. Cade, come noi. Ha paura, come noi. Ma nel suo cuore lei ascolta Gesù che le dice: “Non aver paura.” e confida in lui abbastanza per dire SI’ con la sua vita.

Noi camminiamo con lei, restiamo accanto a lei e siamo missionari con lei. La missione è compiuta  dai piedi di coloro che partono, dalle ginocchia di coloro che pregano e dalle mani di coloro che aiutano. Facendo questo noi siamo insieme. Uniti facciamo esperienza dell’amore di Dio.

Desidero infine ringraziare tutta la famiglia comboniana, presente attraverso i Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, i Secolari Missionari Comboniani, le Suore Comboniane e i giovani della missione , l’intera comunità e  tutti coloro che sono vicino a lei, fisicamente e spiritualmente che hanno fatto di questo momento un’esperienza di amore, un pezzo di cielo. Sentiamoci sfidati come lei a confidare in Dio rispondendo Sì al suo invito ad amare. Santa Teresa del Bambino Gesù  disse “pensare ad una persona amata è pregare per lei,’. Per questo motivo invito ciascuno di voi a pensare a Marisa in modo che la sua missione sia fruttuosa e feconda!

Non abbiate paura, restiamo uniti!
Marisa LMC
Paula Sousa. Portugal

 

Accompagnando la comunità LMC di Awassa

Comunidad LMC AwassaDurante questi giorni ho avuto l’opportunità di seguire la comunità degli LMC di Awassa nei loro vari servizi missionari. Credo che la semplicità con la quale essi svolgono i loro servizi è eccezionale e altrettanto lo è il grado di accettazione e il rapporto che loro hanno con la gente locale. Ovunque vanno sono salutati da tutti. Si muovono sempre a piedi o in bicicletta e questo rende possibile per loro la loro vicinanza con la gente. Cercherò di parlarVi in merito a ciascuno di loro. Vorrei iniziare con i laici appena arrivati per poi passare a coloro che sono qui da più lungo tempo.

Magda Etiopia

Magda Fiec è qui da poco più di due mesi. La sua missione principale in questo momento è imparare l’amarico. E anche se non capisco nulla di aramaico, e mi è quindi difficile dare un giudizio, vedo che lei già riesce a comunicare con la gente e, anche se a volte prende tempo per trovare le parole e le espressioni giuste, considerato il poco tempo in cui è qui, devo ammettere che se la cava bene. (Per chi non lo conosce, l’amarico è una lingua semitica che non ha alcuna somiglianza con i nostri caratteri latini e posso assicurarvi che la prima volta che si vede o si sente parlare aramaico, non capisce proprio nulla). Inoltre Magda si prende degli spazi di tempo per aiutare in piccole attività. Da una mano alle Suore Comboniane nella scuola di tecnica. Attualmente sta preparando alcuni giovani al raduno della gioventù che si svolgerà parallelamente a quello che si terrà a Cracovia con il Papa, ma ciò solo per la gioventù di Awassa. Questa settimana sarà presente al raduno di un gruppo di giovani presso il Getsemani, un centro di spiritualità in riva al lago, un località semplice e bellissima dove si ha la possibilità, soprattutto per laici, di trovare del tempo per pregare e stare con Dio.

Madzia in Ethiopia

Madzia Plekan è in Etiopia da oltre un anno e mezzo. Quando arrivò, la sua idea era quella di lavorare come fisioterapista nell’ospedale di Bushulo, ma per vari motivi ciò non è stato possibile. Non è stato peraltro un problema re-indirizzare questo servizio e renderlo itinerante. così, ogni giorno si reca da un luogo all’altro per prendersi cura dei suoi molti pazienti. Madzia ollabora con le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta dove sono presenti molti malati e orfani. Si prende cura di persone con esigenze particolari e in particolar modo dei bambini. E’ ammirevole vedere in lei la tenerezza con cui li prende dai loro lettini e lavora con loro. Nel giusto tempo, svolge la riabilitazione necessaria a ciascuno, senza che se rendano conto e così, a poco a poco, lei aiuta questi persone abbandonate, che in questo posto non avrebbero avuto alcuna possibilità di accedere a tale cura specializzata. Inoltre si prende cura dei missionari di passaggio che vengono da lei per farsi curare da acciacchi e dolori vari. Inoltre collabora in molti altri settori, mantenendosi sempre disponibile a spostarsi da un luogo all’altro. In questi giorni è in viaggio con il gruppo dei giovani che partecipa all’incontro con Papa Francesco a Cracovia. Chi meglio di una guida polacca per accompagnare e spiegare loro tutto nella loro lingua aramaica? Penso che sia un privilegio il fatto che possa accompagnare questo gruppo. Questo significa però anche che non la vedremo per due settimane. Speriamo di incontrarla al suo ritorno in Addis Abeba.

Maggie LMC Etiopia

Maggie è in Awassa da sei anni e tornerà in Canada tra una settimana. Lei è responsabile della comunità ed incaricata di organizzare i pasti e gli altri generi di prima necessità. Ora, avendo tre bambini necessita di molto più tempo. Ciononostante è stata in grado di svolgere il suo servizio fino adesso. Presta assistenza presso i vari orfanotrofi e si prende cura dei bambini più piccoli. Porta con sè i propri figli in modo che essi possano giocare con gli altri mentre lei è in orfanotrofio. Attiva in altri campi, tiene corsi di artigianato per i bambini del vicinato e insegna loro molte cose (organizza a casa sua svariate feste di compleanno perché tutti vogliono festeggiare in quel luogo, forse per via dei dolci e dei palloncini che sono presenti alla festa). Fa anche parte di un gruppo ecumenico di preghiera. Ma non possiamo dimenticarci delle attività sportive della comunità consistenti in due giochi settimanali di Frisbee per tenersi in forma e per condividere con un gruppo di stranieri e di etiopi questo amore per lo sport. E’ bello vedere che ovunque vada, c’è sempre qualcuno che la conosce cui piace intrattenersi con lei. Dopo sei anni, è diventata un membro della comunità fra le più conosciute ed apprezzate.

Mark LMC Etiopia

E infine Vi parlerò di Mark. Esattamente come Maggie, i suoi sei anni in questo luogo hanno fatto di lui un punto di riferimento. Prima di tutto Marco è stato al servizio della diocesi durante questi sei anni prestando la sua assistenza nell’ammistrazione e nell’organizzazione. Egli è stato un pilastro nello sviluppo e nella riorganizzazione della diocesi. In particolare è stato coinvolto assieme a sarcerdoti etiopi e suore nello sviluppo di vari progetti e nel sostegno per la ricerca di aiuti finanziari. Come dice lui, lo Spirito di Comboni ci sollecita ad aiutare soprattutto gli Africani, sostenendo le varie iniziative, facendo opera di mediazione con le fondazioni (a volte molto esigenti con i loro moduli) in modo da portare avanti e realizzare i progetti a sostegno delle scuole, degli ospedali e degli orfanotrofi, dei lebbrosari, delle chiese, dei pozzi e delle altre iniziative presenti. Senza alcun dubbio il lavoro di questi sei anni lo ha reso un punto di riferimento nell’ambito della diocesi, e ogni volta che un missionario, che opera a livello locale, un sacerdote locale o un religioso lo incontra, va a salutarlo e lo ringraziano anche per il suo lavoro dicendo che sentiranno la sua mancanza. Questo è anche un momento particolarmente intenso per Marco per l’arrivo del nuovo vescovo. Sta tenendo numerosi incontri per informare il vescovo sullo stato della diocesi, sul progetto già approvato della durata di sei anni, accertandosi sul lavoro già fatto in modo che possa essere portato avanti dalle persone che verranno dopo di lui. Durante il tempo libero, oltre a trascorrerlo con i suoi tre figli, frequenta un gruppo ecumenico di studio della Bibbia che lo aiuta ad approfondire la comprensione delle varie espressioni del cristianesimo in Etiopia e la propria fede, come lui stesso ammette. Si tratta di un’opportunità per crescere come Chiesa in Awassa.

Per Mark, Maggie, Emebet, Isayas e Teive, il loro tempo in Awassa si volge al termine. Alla fine del mese si recheranno a Washington DC dove Mark frequenterà un master sulla pastorale familiare, in cui egli vuole specializzarsi al fine di continuare il suo servizio missionario. E’ il momento dei saluti, di mettersi nelle mani di Dio al fine di affrontare questa nuova sfida.

Vogliamo augurare a questi giovani il meglio in questa nuova avventura come una famiglia.

Familia Comboniana Awassa

Saluti dall’ Etiopia.